
San Francesco a Trevi
La città di Trevi e il suo territorio mostrano un insieme complesso di fonti scritte, tradizioni agiografiche, tracce fisiche e rielaborazioni tardomedievali che hanno costruito una memoria francescana tra fatti storici e significati simbolici.
Il complesso museale e culturale di Trevi si trova nell’ex convento dei frati minori francescani, presenti in città già dal XIII secolo. Un primo insediamento è documentato nel breve di Alessandro IV del 1258, mentre la bolla di Onorio IV del 1285 conferma l’esistenza del convento e il suo ruolo politico e religioso, incaricando il Guardiano di assolvere dalla scomunica i cittadini che avevano sostenuto Perugia nella guerra contro Foligno. L’assegnazione di questo compito al Guardiano, invece che alle autorità locali, indica l’importanza del convento nella vita della città. La fondazione risalirebbe quindi a poco dopo la morte di san Francesco, quando l’Ordine si stava diffondendo in Umbria, e già nel 1285 il convento era un punto di riferimento della comunità. I francescani a Trevi operavano non solo nel campo religioso, ma anche in quello sociale e politico. Sostenevano i nuovi gruppi cittadini, collaboravano con le autorità comunali e favorivano la crescita della città, con effetti sulla vita sociale, religiosa ed economica, contribuendo così alla formazione di una città organizzata e coerente nella sua struttura urbana e istituzionale. Un esempio significativo del legame tra francescani e istituzioni civiche è la fondazione del Monte di Pietà nel 1469. Su indicazione di frate Agostino da Perugia, predicatore dell’Ordine dei Minori osservanti, i rappresentanti municipali crearono uno dei primi Monti di Pietà in Italia. Lo stesso frate dettò i capitoli costitutivi del Monte, poi registrati nel consiglio generale di Trevi del 5 marzo 1469, dimostrando come l’Ordine fosse protagonista anche nello sviluppo delle strutture finanziarie cittadine. I documenti papali e municipali mostrano che il convento francescano non era solo un luogo di culto, ma un nodo centrale nella vita sociale, politica ed economica della città medievale. La presenza dei Minori osservanti a Trevi evidenzia chiaramente il ruolo degli ordini mendicanti nell’urbanizzazione, nella coesione sociale e nella strutturazione del potere comunale nell’Umbria tardo-medievale.
La predicazione urbana e il “miracolo dell’asino”: Trevi nella geografia francescana della parola
La predicazione di Francesco nella piazza principale di Trevi, riferita da Bartolomeo da Pisa nel De Conformitate, e il celebre episodio dell’asino imbizzarrito che si placa alla voce del Santo costituiscono una delle memorie più vivide del patrimonio locale. La struttura narrativa del racconto rientra nel genere agiografico: il Santo che domina la natura non per potere magico, ma per carisma spirituale, manifesta la compatibilità del creato con l’ordine evangelico. La storiografia artistica mostra come la pittura tardo-cinquecentesca (altare di San Francesco, 1598) e seicentesca (affreschi del chiostro, 1645) testimoniano la forza della tradizione francescana a Trevi. Questi dipinti non servivano solo a raccontare la vita del Santo, ma anche a far ricordare la sua presenza e a rafforzare il legame tra la comunità e la religiosità locale, creando un senso di continuità con il passato.
Pietrarossa e il lebbrosario: marginalità, cura e spiritualità francescana
La presenza del lebbrosario dei SS. Tommaso e Lazzaro presso Pietrarossa, attestato nei primi decenni del XIII secolo lungo la via Flaminia, inserisce Trevi nel sistema assistenziale dell’Umbria medievale. La tradizione che vi colloca Francesco e alcuni suoi compagni all’opera tra i malati è coerente con la centralità che la vicinanza ai lebbrosi riveste nelle fonti francescane più antiche, dove l’incontro con la sofferenza rappresenta momento di rivelazione cristologica e passaggio spirituale fondante.
La visione del trono celeste di San Francesco: tra esperienza mistica e costruzione agiografica
L’abbazia di Bovara, antica fondazione benedettina situata in un’area caratterizzata da una forte densità cultuale sin dall’età romana, diviene, nella tradizione francescana trevana, teatro di uno degli episodi più significativi della spiritualità del Poverello. Lo Speculum Perfectionis, Tommaso da Celano e la Legenda Antiqua riferiscono la notte di tentazioni e turbamento vissuta da Francesco in una chiesa abbandonata; al mattino, la visione mistica di frate Pacifico – un trono splendente, un tempo appartenuto a Lucifero, ora destinato all’umile Francesco – fornisce la chiave interpretativa dell’episodio. L’episodio della visione del trono celeste, narrato da Celano nella Vita di San Francesco d’Assisi e nei Trattati dei miracoli, rappresenta un momento emblematico della spiritualità francescana, in cui esperienza mistica, significato morale e simbologia cristiana si intrecciano. Secondo le fonti, la vicenda si svolge in una chiesa isolata, dove Francesco, desideroso di pregare in solitudine, viene lasciato da frate Pacifico, incaricato di recarsi all’ospedale di San Tommaso a Pietrarossa di Trevi.
Durante la notte, Francesco è soggetto alle tentazioni e agli assalti dei demoni, che Celano descrive con grande intensità, enfatizzando la tensione tra debolezza fisica e forza spirituale. Il gesto del santo – accettare le sofferenze del corpo come giusta punizione dei peccati – evidenzia la centralità dell’umiltà e della rassegnazione cristiana di fronte al male. Questa esperienza prepara alla rivelazione culminante: la visione in estasi di un trono celeste riservato all’umile Francesco, trono un tempo appartenuto a Lucifero e perduto per superbia. La voce che accompagna la visione chiarisce il significato morale: la grandezza spirituale deriva dall’umiltà, non dalla superbia.
Dal punto di vista storico-critico, le narrazioni di Celano non vanno lette come mere cronache di eventi soprannaturali, ma come strumenti di costruzione dell’immagine del santo, tipici dell’agiografia medievale. La visione del trono diventa così un simbolo della legittimazione celeste della santità di Francesco, enfatizzando la sua eccezionale umiltà rispetto alla caduta degli angeli ribelli. L’episodio trova inoltre riscontro nelle arti visive: Giotto nella Basilica di Assisi e Bernardino Gagliardi a Trevi reinterpretano il racconto, traducendo in immagini la tensione tra il mondo terreno e la gloria celeste. La visione del trono celeste non solo riflette la concezione francescana della santità come umiltà, ma testimonia anche la funzione educativa e morale dell’agiografia medievale: attraverso la lettura e la rappresentazione artistica, il fedele è chiamato a contemplare la gerarchia dei valori spirituali, dove la vera grandezza si misura nella capacità di dominare la superbia e abbracciare l’umiltà
Il miracolo del carcerato e la figura di Frate Leone: Trevi e la rete dei primi compagni
Il racconto di Bartolomeo da Pisa relativo alla liberazione miracolosa di un cittadino trevano imprigionato per ordine del duca di Spoleto, grazie all’intervento soprannaturale di Frate Leone, appartiene alla letteratura dei miracoli di intercessione e mostra la profondità del legame tra la comunità locale e i primi frati. La struttura narrativa — invocazione, apparizione, liberazione, pellegrinaggio alla Porziuncola nella festa della “Madonna delle Candele” — rispecchia i modelli della miracolistica francescana.
Se la storicità dell’episodio rimane indimostrabile, la sua conservazione nel patrimonio narrativo trevano evidenzia un fenomeno rilevante: l’estensione della protezione spirituale non solo al Santo, ma anche ai suoi compagni più vicini, percepiti come garanti di giustizia e liberazione. Ciò indica l’esistenza, tra XIII e XIV secolo, di una circolazione di memorie francescane nel territorio e di una precoce interiorizzazione del francescanesimo come risorsa salvifica.
I luoghi di Francesco


Piazza Mazzini
e particolare della predica di San Francesco nella lunetta del chiostro del Complesso Museale di Trevi, affrescato da Bernardino Gagliardi


Lebbrosario di San Tommaso e particolare della lunetta del chiostro del Complesso Museale di San Francesco, dove il Santo cura i malati all'interno dell'edificio. Affresco di Bernardino Gagliardi

Chiesa abbaziale di San Pietro, Bovara, Trevi.
"Visione dei Troni Celesti"
Qui Fra Pacifico ebbe la visione del trono assegnato a Lucifero ed ora vuoto perché riservato a Francesco
I luoghi del culto

Convento di San Martino.
Cappella di San Girolamo.
Affresco con l'Immacolata Concezione con i santi Girolamo, Giovanni Battista, Francesco e Sant'Antonio da Padova.
Giovanni di Pietro detto lo Spagna (1512)

Chiesa di San Francesco.
Particolare della zona absidale.
Croce dipinta, Maestro del Crocefisso di Trevi (inizi XIV secolo)
IL PROGRAMMA
Conferenza stampa e programma completo su
20/03/2026 Quando Francesco d’Assisi parlò a Trevi. Il ricordo di un Santo che ha cambiato la città, a 800 anni dalla sua morte.
Fabio Marcelli
Carlo Roberto Petrini
Paolo Capitanucci
12/04/2026 OPEN - I luoghi dello Spagna
Complesso Museale di San Francesco, via Lucarini, Trevi (PG)
Introducendo il celebre pittore rinascimentale Giovanni di Pietro detto lo Spagna, allievo prediletto del Perugino, e attraverso un itinerio che segue le orme pittoriche dell’artista, si illustreranno i due luoghi principali del culto Francescano a Trevi: l’ex Convento di San Francesco e il Convento di San Martino.
Ogni tappa sarà animata da una spiegazione del luogo/edificio. Le visite guidate saranno svolte alternativamente dal Responsabile del Complesso Museale di Trevi (Archeologo) e dagli Storici dell’Arte dello stesso museo, esperti assoluti della storia e del territorio trevano.
Punto d’incontro: Complesso Museale di San Francesco, via Lucarini, Trevi (PG)
Percorso: Pinacoteca, chiesa di San Francesco, convento di San Martino (cappella di San Girolamo e chiesa)
Distanza: 2,7 km | Durata: 3 ore | Difficoltà: bassa, in gran parte pianeggiante.
L’itinerario si concluderà in piazza Mazzini dove verrà messa in scena la predica di San Francesco disturbata dall’asino.
Nel pomeriggio concerto corale presso la chiesa di San Francesco di InCanti di San Francesco.
Maggio/giugno/luglio Dalle immagini ai luoghi: i passi di Francesco (in via di definizione)
Partendo dal chiostro del Complesso Museale di San Francesco e illustrando gli affreschi di Bernardino Gagliardi si condurranno i partecipanti alla visita dei luoghi in cui è stato Francesco.
Tramite bus/navetta si raggiungerà l’abbazia di San Pietro di Bovara dove sarà possibile assistere ad una visita guidata sul plesso ecclesiale, come seconda tappa si visiterà il pozzo di San Giovanni e la vicina chiesa di Santa Maria di Pietrarossa. La terza tappa prevede il passaggio e la vista dall’esterno del lebbrosario di San Tommaso (non visitabile) e il tour si concluderà in piazza Mazzini dove si parlerà dell’episodio della predica di Francesco disturbata dal raglio di un asino. In piazza Mazzini sarà allestito un buffet di prodotti locali.
L’itinerario permetterà ai visitatori di vedere con i propri occhi i luoghi in cui sono avvenute tappe importanti della vita di Francesco.
Ogni tappa sarà animata da una spiegazione del luogo/edificio con l’annesso racconto della vita di San Francesco legato a quel luogo. Le visite guidate saranno svolte dal Responsabile del Complesso Museale di Trevi (Archeologo) e dagli Storici dell’Arte dello stesso museo, esperti assoluti della storia e del territorio trevano.
Il percorso, per i più allenati, sarà svolto anche attraverso l’utilizzo di e-bike.
Tappe: Chiostro San Francesco / Complesso Museale di San Francesco | Abbazia di San Pietro Bovara | Lebbrosario di San Tommaso | Chiesa di Santa Maria di Pietrarossa e pozzo di San Giovanni | piazza Mazzini.
Distanza: 11 km. | Durata: 3 ore
L’itinerario si concluderà in piazza Mazzini con un ristoro/degustazione di prodotti tipici locali.
13/09/2026 OPEN – La via dei monasteri
Complesso Museale di San Francesco, via Lucarini, Trevi (PG)
Tappe: Pinacoteca | chiesa di San Francesco | ex convento di San Bartolomeo | monastero di Santa Lucia | monastero di Santa Chiara | chiesa del Crocefisso
L’iniziativa vuole valorizzare non solo i monumenti del centro storico legati al Santo Assisiate, ma anche le eccellenze ecclesiali della zona di Piaggia di Trevi.
Si partirà dal Complesso Museale di San Francesco per poi inoltrarsi in vie e vicoli caratteristici della città ricchi di storia e di storie da raccontare.
Una passegiata nel Centro Storico di Trevi con un particolare focus sulla zona di Piaggia e i luoghi legati a questa zona: verranno aperte per l'occasione le porte di monasteri e chiese solitamente non visitabili.
Ogni tappa sarà animata da una spiegazione del luogo/edificio. Le visite guidate sranno svolte dal Responsabile del Complesso Museale di Trevi (Archeologo) e dagli Storici dell’Arte dello stesso museo, esperti assoluti della storia e del territorio trevano.
La passeggiata copre una distanza di 3 km. (andata e ritorno) per una durata di 3 ore circa.
L’itinerario si concluderà in piazza Mazzini dove verrà messa in scena la predica di San Francesco disturbata dall’asino.
1/11/2026 La vita di Francesco nel ciclo pittorico del Gagliardi.
Conferenza e visita guidata – Complesso Museale di San Francesco
Conferenza sugli affreschi del chiostro e sul pittore Bernardino Gagliardi, seguirà la visita guidata che illustrerà tutte le lunette del chiostro e offriranno la possibilità di raccontare tutta la vita di San Francesco ponendo il focus sugli episodi trevani. La conferenza celebrerà anche il decennale dei restauri che hanno restituito alla città di Trevi questo patrimonio artistico inestimabile (2016-2026).
8/12/2026 I simboli del Francescanesimo. La pala d’altare di Giovanni di Pietro detto lo Spagna.
La conferenza vuole mettere un punto sullo stato attuale degli studi sulla figura dello Spagna e sul capolavoro trevano realizzato per il convento francescano di San Martino. L’opera aprirà poi un ampio dibattito sui simboli del francescanesimo e sull’iconografia legata a questo culto. Questa giornata vuole essere da apripista ad un altro importantissimo anniversario che vedrà coinvolta non solo la città di Trevi ma tutta la regione Umbria, quello dei 500 anni dalla morte del pittore (2028).
San Francesco nell'arte della città e del territorio di Trevi
Luoghi e immagini












